Prestito vitalizio ipotecario, arrivano le direttive

prestitovitaliazioSono arrivate anche le direttive attuative del Prestito Ipotecario Vitalizio che consente agli over 60 proprietari di casa di ottenere liquidità in cambio di un'ipoteca sull'immobile a garanzia, ma senza cedere la nuda proprietà. Già passata dalla Camera, oggi diventa legge dello Stato 

Dopo l'approvazione del Senato in via definitiva delle nuove norme sul prestito vitalizio ipotecario, è stato firmato lo scorso 23 dicembre dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, l’atteso regolamento recante le direttive attuative. Queste consentono ai proprietari d'immobili d'incassare denaro senza cedere la nuda proprietà. Come Lifely aveva già ampiamente anticipato, si tratta di una fonte di credito alternativa al classico prestito bancario e sarà appannaggio di tutti i cittadini che abbiano più di 60 anni d'età - abbassata dall'iniziale età di 65 anni - e siano in possesso d'un immobile.

Si tratta dunque di una alternativa alla nuda proprietà che consente al proprietario di un immobile di convertire parte del valore del bene in contanti, per soddisfare esigenze di liquidità, senza essere tenuto a lasciare la proprietà, che viene comunque ipotecata a garanzia del finanziamento. 

Chi abbia questi requisiti potrà chiedere a una banca o a un intermediario finanziario di ottenere un credito immediato d'importo pari a una percentuale del valore dell'immobile, su cui viene posta un'ipoteca come garanzia.

Le due parti possono concordare modalità di rimborso graduale di interessi e spese, anziché corrisponderle contestualmente alla scadenza del finanziamento. 

Gli eredi del beneficiario, nel caso il proprietario non decida di rimborsare anticipatamente il finanziamento, potranno decidere di estinguere il debito nei confronti dalla banca, oppure vendere l'immobile ipotecato o scegliere l'affidamento della vendita alla banca mutuataria per rimborsare il credito.
Il creditore a sua volta può risolvere il contratto se si verificano almeno sette episodi di ritardato pagamento (tra il 30esimo e il 180esimo giorno dalla scadenza della rata), anche non consecutivi. 
Se le parti non raggiungono un accordo, in tre casi la legge impone il rimborso integrale in unica soluzione:
- decesso del debitore (fatta salva la possibilità degli eredi di intervenire per estinguere il debito e rientrare in possesso della casa);
- trasferimento (anche parziale) della proprietà o di altri diritti reali o di godimento sull'immobile;
- interventi che riducono in modo significativo il valore dell'immobile.

Se il credito non viene rimborsato entro 12 mesi dal verificarsi di una di queste condizioni, il creditore può vendere l'immobile al valore di mercato (che si riduce del 15% l'anno fino al momento della vendita). In caso di decesso del contraente è importante sottolineare come non sia preclusa agli eredi la possibilità di estinguere il debito e rientrare in pieno possesso dell'immobile. Questi, inoltre, possono provvedere personalmente alla vendita dello stesso entro i 12 mesi successivi al decesso.

 

Ora la palla, però, passa agli istituti bancari che attraverso il suddetto prestito vitalizio potranno giocare un ruolo attivo, contribuendo in maniera sostenibile ad implementare un cambiamento di direzione così rilevante.

 

Il regolamento specifica anche le modalità con cui effettuare il pagamento, l’ammontare del prestito, nonché i costi e gli interessi che vengono annualmente capitalizzati. Viene, infine, rimessa al regolamento anche la disciplina di tutte le casistiche e le formalità implicanti unariduzione del valore del mercato dell’immobile in oggetto.

 

 

 
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