Password: sono gli Over a scegliere quelle meno attaccabili
passwordUno studio dell'Università di Cambridge ha esaminato le formule utilizzate da 70 milioni di utenti web in tutto il mondo per creare le loro password. E' emerso che a scegliere quelle meno attaccabili dagli hackers sono stati gli Over 55 
Sembra impossibile, ma c'è ancora qualcuno a questo mondo che, magari con la carta di credito memorizzata sul proprio account, opta per la password 123456.
Così come c'è chi cambia la password con una certa frequenza e chi sceglie sequenze alfanumeriche inimmaginabili. In generale però tedeschi e coreani fanno le scelte meno rischiose, così come gli indonesiani tendono a prediligere le password più deboli.
Vale un po' per tutti invece la regola che oltre i 55 anni, forse per merito della saggezza acquisita, si preferiscono parole segrete più blindate e meno attaccabili.

MEGLIO I SENIOR - Secondo uno studio dell'Università di Cambridge, definito dal grande studioso dell'argomento Lujo Bauer, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, «il più esteso mai realizzato», le parole d'accesso utilizzate dagli utenti sono troppo spesso insicure.
E chi se la cava meglio, a dispetto dei luoghi comuni, sono proprio le persone un po' più mature. I signori over 55 tendono infatti a scegliere una password più sicura rispetto ai giovanissimi nativi digitali, optando spesso per sequenze alfanumeriche meno vulnerabili o cambiando spesso la parola segreta. Il motivo è difficile da individuare: forse i meno giovani sono genericamente più prudenti o forse prestano maggior ascolto alle raccomandazioni degli esperti di sicurezza informatica. Sta di fatto che nonni e genitori passano l'esame ben più brillantemente dei loro figli-nipotini.

RIMANDATI A SETTEMBRE - Anche se, a dirla tutta, nessuno viene promosso a pieni voti e gli esperti del settore si lamentano sull'attenzione, ancora insufficiente, in materia di sicurezza informatica.
Mai utilizzare date di nascita o parole riconducibili alla vita personale, scegliere sempre sequenze differenti per ogni servizio, mescolare numeri e parole: questi sono solo alcuni dei consigli ricorrenti, oltre alla raccomandazione di buon senso di non salvare mai le paroline segrete in file a portata di tutti (esistono per esempio programmi creati appositamente che offrono anche il criptaggio). Eppure evidentemente in giro per la rete non c'è ancora tutta questa sensibilità sull'argomento e lo studio dei ricercatori di Cambridge ha dimostrato che in media dopo mille tentativi la password può essere scovata da un bravo cracker.

LA TECNICA DELL'HASHING - La ricerca sarà presentata al IEEE Symposium on Security and Privacy e ha esaminato circa 70 milioni di utenti Yahoo!. Lo scienziato informatico dell'Università di Cambridge Joseph Bonneau, ha monitorato milioni di parole segrete e i dati sono stati protetti utilizzando la cosiddetta tecnica dell'hashing, in modo da evitare che li stessi studiosi potessero accedere agli account individuali.

da www.Corriere.it

 
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